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22.04.2026

Fotovoltaico in agricoltura: guida completa tra tipologie, agrivoltaico e incentivi

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Scopri come funziona il fotovoltaico in agricoltura: definizioni, differenze tra impianti, agrivoltaico, autoconsumo e incentivi disponibili per le aziende agricole.

Fotovoltaico in agricoltura: definizioni, modelli e incentivi per le aziende

Negli ultimi anni il tema del fotovoltaico in agricoltura è diventato centrale per molte aziende agricole, anche in Friuli Venezia Giulia che sta vivendo una fase di forte interesse verso le energie rinnovabili.

Integrare produzione agricola ed energia rinnovabile non è più solo una scelta sostenibile, ma rappresenta una vera leva economica e strategica per migliorare la competitività aziendale; riduce i costi energetici, aumenta l’autonomia dell’azienda e diversifica il reddito.

In questo approfondimento analizziamo in modo chiaro:
  • cos’è il fotovoltaico
  • le principali tipologie di impianti
  • le differenze tra agrivoltaico e impianti tradizionali
  • le opportunità legate a incentivi e autoconsumo

Definizioni fondamentali del fotovoltaico

Fotovoltaico (FV)
Il fotovoltaico è una tecnologia che trasforma l’energia solare in energia elettrica attraverso moduli composti da celle fotovoltaiche.

È una soluzione:
  • rinnovabile
  • modulare
  • adattabile a qualsiasi dimensione aziendale (sia a piccoli impianti sia a installazioni di grande scala)
Agrivoltaico
L’agrivoltaico è un sistema che permette di produrre energia senza rinunciare alla coltivazione del terreno.

Per essere definito “agrivoltaico avanzato”, un impianto deve garantire:
  • continuità dell’attività agricola 
  • monitoraggio delle colture 
  • accessibilità ai mezzi agricoli 
  • benefici agronomici (riduzione stress idrico/termico o aumento resa)
Autoconsumo
L’autoconsumo consiste nell’utilizzare direttamente l’energia prodotta per coprire i fabbisogni aziendali:
  • stalle 
  • irrigazione 
  • celle frigo 
  • trasformazione alimentare

È oggi la soluzione più conveniente per molte aziende agricole.
Sistemi di accumulo (batterie)
Le batterie per accumulo sono dispositivi che immagazzinano l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico per renderla disponibile quando serve, ad esempio nelle ore serali o nei momenti di bassa produzione solare.

  • Possono essere integrate in impianti nuovi o esistenti.
  • Le tecnologie più diffuse sono ioni di litio, piombo-gel e, più recentemente, sistemi a flusso.
  • Permettono di aumentare l’autoconsumo, riducendo la dipendenza dalla rete elettrica.
  • Sono particolarmente utili nelle aziende agricole con consumi concentrati in fasce non solari, serali/notturne (mungitura, refrigerazione, irrigazione notturna).

Vantaggi:
  • Maggiore autonomia energetica.
  • Riduzione dei picchi di prelievo.
  • Possibilità di partecipare a servizi di rete (in futuro anche in FVG, con normative in evoluzione).

Limiti:
  • Investimento iniziale significativo.
  • Necessità di adeguata progettazione e gestione termica.
Sistemi di ricarica elettrica
I dispositivi per la ricarica sono infrastrutture che permettono di ricaricare veicoli elettrici o macchinari agricoli elettrificati (trattorini, utility vehicle, mezzi di movimentazione).

Tipologie:
  • Wallbox: dispositivi da parete, potenze tipiche 3–22 kW, ideali per aziende agricole con uno o pochi veicoli.
  • Colonnine di ricarica AC: installazioni più robuste, potenze 7–22 kW, adatte a spazi aperti e uso condiviso.
  • Colonnine di ricarica DC (fast charge): potenze da 50 kW in su, permettono ricariche rapide ma richiedono connessioni elettriche più impegnative.
  • Sistemi di ricarica integrati con fotovoltaico e accumulo: ottimizzano l’uso dell’energia autoprodotta, riducendo i costi di ricarica.

Opportunità interessante per agriturismi (per offrire servizi di ricarica a clienti/visitatori) e aziende multifunzionali.

Le principali tipologie di fotovoltaico in agricoltura

Fotovoltaico su tetto
La soluzione più diffusa e meno impattante sul territorio.

  • Installato su capannoni, stalle, fienili, serre, magazzini.
  • Non consuma suolo agricolo.
  • Ottimale per autoconsumo.
  • In FVG è spesso abbinato a interventi di bonifica dell’amianto (es. rimozione eternit).

Vantaggi: semplicità autorizzativa, costi contenuti, integrazione architettonica. 
Limiti: superficie disponibile spesso limitata.
Agrivoltaico a struttura elevata
Impianti sollevati da terra (2–5 metri).

  • Moduli orientabili o fissi.
  • Adatto a colture erbacee, orticole, foraggere.
  • Può ridurre stress idrico e termico delle colture.
Vantaggi: Permette coltivazione sotto i pannelli doppio reddito (agricolo + energetico), miglioramento microclimatico. 
Limiti: investimenti elevati, necessità di progettazione agronomica accurata.
Agrivoltaico verticale
Pannelli montati verticalmente, spesso bifacciali, disposti in file parallele.

  • Minimo ombreggiamento.
  • Compatibile con pascolo, colture estensive e rotazioni.
  • Ridotto impatto paesaggistico.
Vantaggi: preserva quasi totalmente la produttività agricola. 
Limiti: produzione energetica inferiore rispetto a impianti inclinati.
Fotovoltaico su serre
Integrazione dei moduli FV sulla copertura delle serre.

  • Regolamentato per garantire trasmittanza luminosa sufficiente.
  • Adatto a colture che tollerano ombreggiamento parziale.
Vantaggi: ottimizzazione degli spazi, protezione delle colture. 
Limiti: vincoli normativi stringenti, rischio di riduzione della resa se mal progettato.
Fotovoltaico a terra (non agrivoltaico)
Installazioni tradizionali su terreni agricoli, oggi fortemente limitate dalla normativa.

In FVG:
  • Possibili solo in aree marginali, non produttive o già compromesse.
  • Non compatibili con coltivazioni attive.
Vantaggi: costi più bassi. 
Limiti: consumo di suolo, iter autorizzativi complessi.

Normativa e incentivi: cosa sapere

La normativa
Il quadro normativo italiano (valido anche in FVG) prevede:
  • priorità agli impianti su tetto e agrivoltaico 
  • limitazioni per impianti a terra su suolo agricolo produttivo 
  • Incentivi nazionali dedicati nazionali e regionali (Piano Transizione 5.0, bandi PNRR, contributi Regionali).
Incentivi principali
Incentivi principali 
  • PNRR – Agrivoltaico
  • Parco Agrisolare
  • Piano Transizione 5.0
  • Incentivi per sistemi di accumulo
  • Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)
  • Bandi regionali
  • Contributi per autoconsumo
NB: Gli incentivi per il fotovoltaico sono in continua evoluzione, con bandi che si aprono e chiudono nel corso dell’anno. Per questo è fondamentale verificare caso per caso le opportunità realmente accessibili.
Segui le nostre News pubblicate nel Blog Agrinforma per scoprire i contributi aperti.

Perché investire nel fotovoltaico oggi

Integrare il fotovoltaico in azienda agricola significa:
  • ridurre i costi energetici
  • aumentare la sostenibilità
  • migliorare la competitività
  • creare nuove fonti di reddito 

Ma attenzione! ogni soluzione va valutata in base a:
  • tipologia aziendale
  • consumi
  • superficie disponibile
  • obiettivi economici 

Conclusioni

Il fotovoltaico rappresenta oggi una delle opportunità più concrete per le aziende agricole che vogliono innovare e affrontare le sfide energetiche.
Tuttavia, non esiste una soluzione standard: ogni progetto richiede un’analisi tecnica, economica e normativa approfondita.

Per questo è fondamentale affidarsi a professionisti in grado di valutare:
  • la fattibilità dell’investimento
  • le opportunità di contributo
  • la soluzione più adatta alla singola azienda

Pubblicato da Enrico Greatti
(Consulente Area Sviluppo Impresa e Investimenti)
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